Assifero a Catania: la filantropia italiana si interroga sulle sfide del futuro
All’Assemblea nazionale di Assifero, in corso a Catania, fondazioni ed enti filantropici si confrontano sul ruolo della filantropia nel costruire coesione, contrastare le disuguaglianze e accompagnare le trasformazioni dei territori.
A Catania sono riuniti gli associati di Assifero, l’associazione italiana delle fondazioni e degli enti filantropici, per l’Assemblea Nazionale 2026 ancora in corso. Da ieri rappresentanti della filantropia italiana si confrontano su come contribuire al bene comune in modo sempre più efficace, consapevole e generativo. Al centro della riflessione c’è il valore distintivo della filantropia italiana, non solo soggetto capace di mobilitare risorse economiche, ma anche infrastruttura di fiducia, capitale paziente e visione di lungo periodo in un contesto storico attraversato da sfide sempre più complesse.
E Catania, nel cuore del Mediterraneo, dove gli effetti del cambiamento climatico si intrecciano con migrazioni climatiche, fragilità sociali, economiche e territoriali, amplificando disuguaglianze già esistenti, sembra essere simbolicamente il luogo perfetto per interrogarsi sulle nuove sfide e sulla necessità di nuove alleanze tra persone, territori e istituzioni.
L’assemblea si svolge inoltre in una fase di crescita significativa per Assifero e per l’intero sistema della filantropia istituzionale italiana. Fondata nel 2003, l’associazione riunisce oggi oltre 200 enti e fondazioni e, secondo il Bilancio Sociale 2025, esprime una capacità erogativa aggregata stimata in circa 400 milioni di euro all’anno.
Tra le proposte avanzate da Assifero c’è anche il pieno riconoscimento delle fondazioni e degli enti filantropici all’interno del Piano nazionale per l’economia sociale, attualmente in fase di definizione. Un tema richiamato dal presidente Antonio Danieli durante i lavori assembleari. «Penso che per l’economia sociale passerà il rinascimento dell’Italia: tutti i dati fondamentali attuali lo fanno sperare in questo momento storico. In seno a questa crescita, le fondazioni e gli enti filantropici potranno assolvere sempre di più al ruolo di catalizzatori e di enzimi per l’evoluzione di nuovi sistemi di welfare evoluti e sostenibili per il Sistema Paese».
Italia che Cambia ha seguito la giornata di ieri e condiviso molti degli argomenti trattati. Tra i temi centrali emersi quello del ruolo della filantropia nel rispondere alle sfide complesse che attraversano il Paese. Come ha sottolineato Stefano Consiglio, Presidente di Fondazione Con il Sud e Consigliere Nazionale di Assifero, «le fondazioni non possono limitarsi a svolgere una funzione redistributiva, ma sono chiamate a guardare ai territori più fragili, alle periferie e alle aree interne, contribuendo a costruire risposte capaci di incidere sulle trasformazioni in corso».
Il tema dello spopolamento è stato indicato come una delle questioni più urgenti. Richiamando i dati delle indagini demografiche, Consiglio ha evidenziato come il calo della popolazione interesserà in modo particolare il Mezzogiorno e le aree interne. Il Sud Italia rischia di perdere circa 8 milioni di residenti entro il 2080 e di vedere scomparire alcune comunità, a causa dell’inverno demografico e dell’emigrazione, secondo le stime elaborate dall’Istituto Demopolis. Un fenomeno che non riguarda soltanto numeri e statistiche, ma la perdita di storie, identità e radici collettive. Di fronte a questi cambiamenti, ha osservato, è possibile scegliere se subirli oppure governarli attraverso strumenti di coesione, progettazione e innovazione sociale.
Una coesione che non può essere interpretata semplicemente come un’azione di sostegno ai più deboli, ma deve diventare una strategia per affrontare le sfide del futuro. La filantropia è chiamata a intervenire su più livelli, contribuendo a costruire opportunità e prospettive nei territori più esposti alle disuguaglianze e alla marginalizzazione.
È proprio dentro questo scenario di spopolamento e mobilità che si inserisce la visione di Fondazione Marea – che insieme a Isola Catania ha contribuito all’organizzazione dell’assemblea Assifero – presentata da Antonio Perdichizzi. Nata per sostenere percorsi di sviluppo e innovazione nel Sud Italia, Fondazione Marea propone un modello di sviluppo che coinvolge persone che hanno scelto di vivere, lavorare e investire nei territori meridionali, ma anche chi vive altrove e continua a mantenere un legame con questi luoghi.
«Abbiamo unito energie, risorse e competenze per creare opportunità sul territorio e generare impatto sociale. Abbiano unito due dei problemi: lo spopolamento e l’assenza di un tessuto filantropico molto solido. Interpretiamo il tema delle persone che vanno via senza l’accezione negativa. Non abbiamo la presunzione di poter dire a nessuno di restare o tornare, ma il fatto che le persone stiano fuori non significa che non possono essere di aiuto per la comunità».
Nel corso dell’incontro si è parlato anche di informazione e democrazia. Attraverso l’esperienza della Fondazione Philea è stata richiamata l’attenzione sul tema del finanziamento del giornalismo indipendente, considerato uno strumento essenziale per garantire partecipazione democratica, pluralismo e capacità di raccontare i territori.
Gaetano Giunta, presidente di Fondazione di Comunità di Messina, in chiusura, ha sottolineato la necessità di ripensare i paradigmi economici e sociali dominanti. Giunta ha descritto la fase attuale come caratterizzata da una crescente “energia predatoria”, visibile nelle crisi ambientali, nelle guerre e nell’aumento delle disuguaglianze, che rischia di prevalere sulle energie positive presenti nelle comunità e nei territori. «Di fronte a uno scenario segnato da squilibri sempre più profondi e da risorse limitate, è necessario rafforzare sistemi di welfare integrato, valorizzare le capacità dei territori e ridurre le asimmetrie di potere. In questo contesto, la filantropia può svolgere una funzione strategica, mettendo in rete esperienze, scenari e competenze capaci di generare cambiamento».
L’Assemblea Assifero è organizzata in collaborazione con Fondazione Marea e Isola Catania, con il supporto di Fondazione Con il Sud, Fondazione EOS – Edison Orizzonte Sociale, Fondazione Snam ETS, UniCredit Foundation.





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