Le Giornate del Sovescio, in Umbria un laboratorio per rigenerare il suolo e la cultura agricola
Dal 17 al 19 aprile ad Amelia, un laboratorio in campo che unisce pratica agricola, biodiversità, formazione e comunità. Ospiti anche Daniel Tarozzi ed Etain Addey.
Dal 17 al 19 aprile 2026, ad Amelia (TR), si terranno “Le Giornate del Sovescio – Teoria e campo per il risveglio del suolo”, un laboratorio sperimentale in campo promosso dalla RAN, la Rete per l’Agricoltura Naturale. Al centro dell’iniziativa c’è una pratica agricola antica e oggi nuovamente osservata con interesse: il sovescio, cioè la semina di essenze vegetali pensate per nutrire il terreno, aumentare la sostanza organica e riportare fertilità e biodiversità nei suoli prima ancora di sostenere le colture.
A guidare la parte tecnica saranno il fondatore e vice-presidente della RAN Kutluhan Özdemir e l’esperto di semi Antonio Lo Fiego di Arcoiris Sementi BIO.
Il sovescio seminato in autunno sul terreno che ospiterà la formazione è già cresciuto e sarà quindi possibile osservarlo direttamente, leggere la composizione vegetale del miscuglio e comprenderne gli effetti sul campo.
Accanto al lavoro in campo, le due serate apriranno uno spazio di confronto più ampio sul significato culturale e sociale dell’agricoltura naturale. A dialogare con Özdemir saranno due ospiti di eccezione: Daniel Tarozzi, giornalista, scrittore e fondatore di Italia Che Cambia, ed Etain Addey, scrittrice, contadina e fra le principali voci del bioregionalismo, inteso come arte di abitare un territorio secondo i suoi confini naturali. Il tema del confronto sarà il senso di un’agricoltura capace di rigenerare non solo il terreno, ma anche comunità e immaginario.
A coordinare l’iniziativa ci saranno anche Ezio Maisto, cofondatore e presidente della RAN, e Simone Trevisan, responsabile ordini dell’associazione. Come gli altri eventi in presenza della rete, anche questo si svolgerà in economia del dono.
La RAN è un’associazione che lavora per diffondere in Italia la cultura dell’agricoltura naturale, promuovendo pratiche che riducano la dipendenza da input esterni, valorizzino la biodiversità e rafforzino il rapporto fra attività agricola ed ecosistemi. Oltre a organizzare corsi, momenti pubblici e laboratori sul campo, la rete porta avanti anche strumenti concreti per aiutare persone e realtà agricole ad accedere a sementi e materiali difficili da trovare sul mercato convenzionale.
Fra questi ci sono i gruppi di acquisto dedicati proprio al sovescio. La RAN organizza infatti ordini collettivi per permettere a persone in tutta Italia di acquistare miscele di semi ad alta biodiversità, sviluppate insieme ad Arcoiris Sementi Bio, realtà sementiera italiana che lavora sul biologico. L’ultimo ordine primaverile, concluso il 31 marzo, ha raggiunto 3.250 chili di semi distribuiti, mentre il precedente ordine autunnale aveva toccato le 6 tonnellate.
«Attraverso questi ordini collettivi vogliamo dare alle persone la possibilità di accedere a miscele di sovescio estremamente biodivershe, pensate per portare fertilità e vita ai suoli», spiega Ezio Maisto. «Quella primaverile di quest’anno comprendeva ben 17 varietà di semi, una composizione molto rara nel mercato corrente. È un lavoro che abbiamo costruito insieme ad Arcoiris Sementi Bio e che mostra come, quando si crea una rete, si possano sostenere pratiche agricole più coerenti con i processi naturali e allo stesso tempo rafforzare realtà sementiere che fanno scelte coraggiose».
L’obiettivo, sottolinea Maisto, non è solo distribuire semi, ma contribuire a far crescere una diversa cultura agricola. In questa direzione va anche la scelta di destinare 100 chili di semi in dono ad alcune realtà agricole presenti nella mappa RAN, così come l’organizzazione di un ordine collettivo di alberi, concluso nei mesi scorsi con una buona adesione. Sono azioni che si muovono dentro una logica di mutuo sostegno e di economia del dono, nel tentativo di rendere più accessibili pratiche che spesso restano confinate in nicchie tecniche o territoriali.
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