Isola di Mortorio: party con microfoni e casse sul gommone nell’area protetta de La Maddalena
L’isola di Mortorio, una delle aree più delicate del Parco La Maddalena, è stata invasa da decine di barche per un party abusivo galleggiante.
Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di la Maddalena è il primo parco istituito in Sardegna e ha lo scopo di proteggere l’omonimo arcipelago, che custodisce un ecosistema terrestre e marino unico e molto delicato. Dell’arcipelago fa parte anche l’isola di Mortorio, tanto preziosa dal punto di vista ecosistemico quanto ambita da quello turistico. Da anni infatti l’ente parco “combatte” contro diportisti abusivi che raggiungono in barca le spiagge dell’isola mettendo a rischio il suo delicato equilibrio.
Si tratta di “una pressione antropica – denuncia l’ente parco – che si rivela con un fiume incontenibile di natanti sul mare dell’Arcipelago, accumulando fino a 6000 imbarcazioni al giorno e creando innumerevoli problemi che hanno determinato una situazione non più sostenibile”. Uno dei picchi di turismo impattante e abusivo è stato raggiunto pochi giorni fa, quando una persona ha deciso di organizzare un party abusivo nelle acque dell’isola di Mortorio.
Un gommone è stato allestito con microfoni, casse, mixer e tutto il necessario per una festa galleggiante, a cui hanno partecipato centinaia di persone giunte su decine di barche. L’impatto è stato devastante in una zona in cui le attività antropiche sono rigidamente normate e contingentate per limitare i danni sull’ecosistema marino e costiero dell’isola di Mortorio.
Nello specifico è l’ordinanza 33 del 2026, emanata lo scorso aprile e in vigore fino al 30 settembre, che stabilisce le regole di frequentazione dell’isola per tutelare la sicurezza delle persone e l’ambiente marino, in particolare le praterie di posidonia oceanica che popolano il fondale. Fra le disposizioni dell’ordinanza, il divieto di ancoraggio fuori dalle zone sabbiose, l’obbligo di servirsi di aree corridoio ben identificate, l’autorizzazione della balneazione solo nel raggio di 5 metri dalla barca, il divieto di scarico di rifiuti e acque reflue e di prelevamento di sabbia, conchiglie e altri elementi naturali.
I partecipanti al party abusivo sono stati colti in flagrante dalla capitaneria di porto – ma non ce ne sarebbe stato bisogno dato che i video della festa circolano su molti canali social – che ha elevato le contravvenzioni, giudicate però da molti troppo basse per rappresentare un reale deterrente: 50 euro per ancoraggio abusivo e 500 euro comminati all’organizzatore del party per inquinamento acustico.
“Il Parco non dispone di un suo corpo di guardie ambientali, come avviene ad esempio nella vicina Corsica. Il nostro personale ogni giorno fa servizio a bordo di un gommone a Mortorio, ma non avendo potere sanzionatorio non ne viene riconosciuta l’autorità dai diportisti“, ha spiegato a La Nuova Sardegna il direttore facente funzioni dell’ente, Yuri Donno.
Sempre con La Nuova Sardegna si è sfogato il Consorzio dei pescatori di Golfo Aranci, secondo cui coloro che lavorano in mare “subiscono di tutto: tracciamento, gps, controlli a non finire. Sembrano i delinquenti del mare. Poi arrivano i cafoni in gommone o su uno yacht: distruggono le coste, creano danni enormi e pagano solo cinquanta euro di multa. Meno di un parcheggio».
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Leggi il nostro articolo con alcune idee per un turismo a basso impatto.









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