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10:34 14 Luglio 2026 | Tempo lettura: 4 minuti

Iniziano le votazioni in Aula sulla legge elettorale. Lista Civica Italiana: “mobilitiamoci!”

Le votazioni sul Melonellum partono dalle pregiudiziali di costituzionalità. Mentre la legge sembra ricalcare gli interessi dei partiti, Lista Civica Italiana chiede un’alternativa reale.

Autore: Redazione
Legge elettorale camera deputati

Da oggi, alla Camera, iniziano le votazioni sulla legge elettorale voluta dalla maggioranza di centrodestra, ribattezzata dalle opposizioni “Melonellum“. Le votazioni prendono avvio dalle quattro questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate dal centrosinistra.

Solo dopo il loro esito il Parlamento passerà al testo vero e proprio e ai circa duecento emendamenti ancora sul tavolo.

Il testo prevede un sistema interamente proporzionale, con l’eliminazione dei collegi uninominali e l’introduzione di un consistente premio di maggioranza: 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato per la lista o coalizione che supera il 42% dei voti validi, con un tetto massimo di 220 deputati (55% dell’Aula) e 113 senatori.

Una novità rispetto al sistema attuale è il coordinamento tra le due Camere: il premio scatta solo se la stessa coalizione risulta prima sia alla Camera sia al Senato, altrimenti i seggi vengono distribuiti in modo puramente proporzionale.

Resta il nodo delle liste bloccate, su cui è in discussione un emendamento per introdurre preferenze limitate; è inoltre prevista l’indicazione del candidato premier sulla scheda elettorale insieme alle liste, mentre è stata eliminata l’ipotesi di ballottaggio presente nelle prime bozze. Confermata la soglia di sbarramento al 3% su base nazionale.

Sebbene sul piano tecnico il Melonellum non introduca un sistema maggioritario – anzi, elimina del tutto i collegi uninominali, l’unico elemento propriamente maggioritario del sistema attuale -, il forte premio di maggioranza previsto produce un effetto equiparabile, trasformando un consenso relativo in una maggioranza parlamentare molto più ampia. È su questo scarto tra voti e seggi che si concentrano i dubbi di costituzionalità sollevati dalle opposizioni, che richiamano la sentenza con cui la Consulta bocciò nel 2014 il Porcellum.

La riforma della legge elettorale è una questione annosa, che tira in ballo tematiche molto più ampie che hanno a che fare con democrazia e partecipazione. In questo contesto si inserisce l’appello di Lista Civica Italiana, associazione che promuove il progetto “Rete per Restare Umani” per dare più peso a piccole liste civiche e realtà associative.

«Non basta respingere il Melonellum perché il vigente Rosatellum è altrettanto incostituzionale e pericoloso», scrive l’associazione in un comunicato, chiedendo alle forze del cosiddetto campo largo di «rendere pubblica ADESSO la legge che si impegnano ad approvare nel caso di successo elettorale». La richiesta punta a evitare che il confronto si esaurisca nella sola opposizione al testo di maggioranza, senza una proposta alternativa condivisa.

Il documento elenca una serie di requisiti minimi per una legge ritenuta rispettosa della Costituzione: selezione trasparente dei candidati da parte degli iscritti ai partiti, diritto degli elettori di scegliere tra i candidati al momento del voto, divieto di pluricandidature, una quota di collegi uninominali non superiore al 30%, nessuna soglia di sbarramento superiore al 3% e il divieto di cumulare il mandato parlamentare con incarichi di governo.

Dietro l’appello ufficiale c’è anche un lavoro di mobilitazione dal basso. Roberto Brambilla, tra i promotori dell’iniziativa, che abbiamo sentito telefonicamente, descrive la legge elettorale come “la legge delle leggi”, sottolineando la difficoltà di far percepire a chi si occupa di temi sociali e ambientali quanto le regole del voto condizionino ogni altro obiettivo.

Il progetto “Rete per Restare Umani” – ci spiega – punta a selezionare e formare persone impegnate sul territorio, da candidare alle elezioni, mantenendo separati i ruoli di coordinamento della rete e di eventuale candidatura, per evitare conflitti d’interesse. Brambilla richiama inoltre il principio per cui, trattandosi l’Italia di una Repubblica parlamentare, le leggi nate da un confronto parlamentare approfondito tra maggioranza e opposizione risultano più solide e durature di quelle approvate in tempi ristretti.

Sul sito di Lista Civica Italiana sono disponibili materiali scaricabili per partecipare alla mobilitazione: un volantino A4 e un manifesto A3 già pronti con il logo LCI, oppure in versione personalizzabile con il logo della propria associazione. L’invito è a stamparli e portarli in piazza, diffonderli online, farsi fotografare con il volantino in mano da condividere sui social, oltre a far circolare i filmati presenti sul sito.

Nel giorno in cui il Parlamento inizia a votare una riforma che sembra rispondere più agli interessi dei partiti che a quelli degli elettori, cresce il numero di coloro che chiedono qualcosa di diverso.

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