In Europa gli aerei volano semivuoti per via di una legge europea che l’Unione non vuole modificare, causando perdite economiche e danni ambientali inutili. Europa che continua anche a discutere su gas e nucleare all’interno della tassonomia verde. Intanto iniziano a uscire i report climatici sull’anno appena trascorso, che neanche a dirlo, continua sui trend dei precedenti.
Migliaia di migranti bloccati al confine fra Bielorussia e Polonia, con la Polizia polacca che usa i cannoni d’acqua nonostante il freddo pungente. Inghilterra e Francia che rischiano una crisi diplomatica per motivi simili. Se poche migliaia di migranti scatenano reazioni e tensioni fra paesi, cosa pensano di fare i nostri governanti per i 216 milioni di migranti climatici previsti entro il 2050? Intanto gli ecosistemi e il clima continuano a dare segnali critici: Nuova Delhi va in lockdown per le polveri sottili, mentre ci sono alluvioni in Canada e trombe d’aria in Sicilia.
Sono state ultime ore frenetiche alla COP26 sul clima di Glasgow, in cui ondate di sensazioni contrastanti hanno attraversato la sala dell’assemblea plenaria dove erano riuniti i delegati. Frustrazione, entusiasmo, stanchezza, di nuovo frustrazione, speranza, infine un accordo acciuffato in extremis, il Glasgow Climate Pact, che lascia molti insoddisfatti. E che… è piuttosto difficile da commentare, ma ci proveremo!
Svolta alla COP26: Usa e Cina in una dichiarazione congiunta annunciano un accordo sul clima. Il contenuto dell’accordo? Poca cosa, ma il valore simbolico e politico del gesto resta importante. Intanto il nostro paese annuncia l’adesione al BOGA, il trattato che mette fine a petrolio e gas, ma solo come “amico”. E Xi Jinping, in Cina, viene incoronato dal Partito comunista cinese come un grande della storia.
La Cina è il grande spauracchio per quanto riguarda le emissioni di CO2. Il grande inquinatore globale, il paese che non si presenta alla COP26. Ma è davvero così? Un’intervista del Guardian a un funzionario e responsabile della strategia di decarbonizzazione cinese mostra una realtà piuttosto diversa. Intanto Xi Jinping è impegnato nella sesta assemblea plenaria del Partito comunista cinese, dove ha intenzione nientemeno che di riscrivere la storia.
I leader mondiali sono volati a Glasgow per partecipare alla Cop26 sul clima. La lotta al cambiamento climatico è diventata centrale nelle agende politiche di molti governi, ma cosa possiamo aspettarci da questo incontro? E come ci arriviamo dal punto di vista climatico, politico e sociale? Ne parliamo in questa prima puntata della seconda stagione di Io Non Mi Rassegno!
Spesso si parla dei giovani nella maniera più stereotipata possibile: «Non hanno voglia di fare nulla, sono tutti narcotizzati, non si interessano a nulla» e via dicendo, con giudizi e pregiudizi di ogni tipo. Siamo sicuri che sia davvero così? Italia che Cambia ha sostenuto attivamente un tentativo di narrazione diversa: quella del regista e sceneggiatore Ezio Maisto, che con il suo nuovo documentario “Ragazzi Irresponsabili” si è posto l’obiettivo di scoprire le storie dei ragazzi che in Italia seguono l’esempio di Greta Thunberg e organizzano i Fridays For Future, gli scioperi della scuola per il clima.
Insieme a lui cercheremo di capire se è possibile un’altra narrazione riguardo i giovani e gli adolescenti di oggi in Italia, con un occhio particolare al tema dei cambiamenti climatici e alle possibili azioni che, a partire da alcune storie raccontate nel documentario, possono contribuire a contrastare un fenomeno che ci sembra più grande di noi.
Redazione
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28 Ottobre 2020