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5 Giugno 2026
Podcast / Io non mi rassegno

Migranti, la rotta verso la Sardegna e i morti in mare – Rassegna stampa sarda settimanale

La rotta dei migranti, gli arrivi da Israele, le tensioni sul Tyrrhenian Link, l’emergenza caldo nella nuova puntata della rassegna stampa di Sardegna Oltre la Cronaca.

Autore: Lisa Ferreli - Sardegna Oltre
L'articolo si trova in:

Trascrizione episodio

I e le migranti, sono persone. Sembra un’ovvietà ma incrociando quella che è la quotidianità delle cronache ma anche del modo in cui viviamo il mare in questa estate alle porte, la pericolosità delle rotte migratorie che coinvolgono anche la Sardegna e la strage che ormai da anni va avanti nel mediterraneo sembra non turbare troppo le coscienze, anzi si potrebbe dire che si tratta di un fenomeno quasi normalizzato e accettato in larga parte. Quello che è accaduto in settimana è che le condizioni meteo favorevoli hanno evidentemente consentito un maggior numero di partenze dal Nordafrica. 26 persone – tra cui 4 bambini – sono sbarcate sulla costa di Teulada, 49 persone sono invece state intercettate al largo di Cagliari su un barcone alla deriva. Complessivamente, le persone migranti arrivate questi ultimi giorni sarebbero circa un centinaio. Dietro questi numeri, però, ci sono storie individuali, percorsi spesso segnati da violenze, privazioni e lunghi viaggi attraverso il mare. Eppure il dibattito pubblico continua frequentemente a concentrarsi sull’emergenza, sul controllo delle frontiere o sulla conta degli sbarchi, lasciando sullo sfondo le condizioni concrete di chi arriva. Centrale sarebbe anche la questione rotta: quella che dal Nordafrica conduce alla Sardegna viene definita come pericolosa da associazioni e organizzazioni che si occupano del tema: le imbarcazioni utilizzate sono spesso precarie e le condizioni del mare possono cambiare rapidamente, trasformando il viaggio in una situazioni estremamente insidiose. Una pericolosità di cui però, come ribadisce Francesca Mazzuzi, parte della campagna LasciateCIEntrare e di MemMed Memoria Mediterranea, si parla poco. Vi lascio direttamente al suo commento che a partire dalle cronache dell’ultima settimana ma anche degli ultimi mesi ci fa un quadro della situazione relativa la rotta che coinvolge la Sardegna. Stiamo nel particolare perché sempre da MemMed Memoria Mediterranea ci hanno spiegato anche come al centro del loro lavoro in questo periodo ci sia anche la questione persone migranti disperse a causa del ciclone harry di gennaio. Ce ne parla Yasmine Accardo di MemMed e prima di passare alla prossima notizia, sto sul punto migranti sia perché al centro delle cronache settimanali c’è stato anche il tema dell’accoglienza – che per le associazioni è stata “smantellata” – e anche un’altra questione: i quattro braccianti che sono stati uccisi bruciati vivi ad Amendolara lunedì scorso, prima di arrivare in Calabria, erano transitati anche in Sardegna.

Fonti:
Nuovi arrivi di migranti, 26 persone soccorse a Porto Zafferano: vent’anni fa il primo sbarco sulla rotta Algeria-Sardegna
Migranti, ondata di sbarchi nel sud dell’isola: 49 intercettati su un barcone alla deriva
Braccianti arsi vivi: “transitati dalla Sardegna prima di arrivare in Calabria”

Mentre la polizia blindava albergo e aeroporto, decine di turisti israeliani sono arrivati presso il Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula; tra loro, ci sarebbero anche famiglie di riservisti e soldati dell’esercito israeliano. Sto leggendo da L’Indipendente che riporta come i primi voli diretti a Cagliari e provenienti da Tel Aviv sono atterrati il 28 maggio alle 8.45, alle 11.35, alle 12.50 e alle 14.30. Nei giorni successivi ulteriori aerei sarebbero arrivati con il ritmo sostenuto di 2/3 voli a settimana, atterrando anche ad Alghero. Interrogata dal Fatto Quotidiano, l’addetta stampa della questura avrebbe affermato che, da quello che risulta alla polizia, si tratterebbe di «turisti con le loro famiglie». Attivisti e attiviste sarde però incalzano sottolineando come: «i cittadini israeliani sono per legge anche soldati, che tutti sono obbligati a servire nell’esercito, che tutti (a parte i rarissimi obiettori di coscienza) hanno partecipato in ogni modo all’occupazione, alla pulizia etnica, al genocidio», scrive il gruppo Alghero per Gaza. In occasione dei vari arrivi sono stati organizzati diversi presidi pacifici presso gli aeroporti contrari agli sbarchi ma soprattutto a sostegno di una comunità palestinese che continua ad essere martoriata da Israele, il tutto mentre la polizia ha schierato ingenti dispositivi di sicurezza. In merito è intervenuta anche la presidente Todde parlando di un fatto gravissimo per cui la Regione Sardegna non ha ricevuto alcuna comunicazione preventiva. “Nessuno ha chiarito chi organizzi questi soggiorni, con quali finalità, attraverso quali interlocuzioni e sotto quale responsabilità politica. All’aeroporto di Cagliari-Elmas si è registrato uno schieramento importante di mezzi e personale di sicurezza – prosegue Todde -. Se esiste un’esigenza di ordine pubblico così rilevante, allora esiste anche un dovere di trasparenza”. Per questo ha chiesto ai parlamentari sardi del Movimento 5 Stelle di presentare subito un’interrogazione ai ministri Tajani e Piantedosi.  La vicenda continua intanto ad alimentare un acceso dibattito nell’isola e dall’Associazione Sardegna Palestina arriva una battuta amara che riassume bene il clima di questi giorni: «Speriamo – dicono – che non si trattengano un po’ troppo, come avvenuto in altri bei posti del Mediterraneo».

Fonti:
Soldati israeliani in vacanza relax in Sardegna: la polizia li protegge dalle proteste
Todde, ‘se militari Israele in vacanza in Sardegna è fatto gravissimo’

C’è un caldo che inizia a farsi sentire in maniera sempre più forte ed è per questo che in settimana è stata annunciata Estate solidale 2026, il piano con cui il Comune di Cagliari prova ad affrontare i mesi più difficili per le persone anziane, senza fissa dimora o persone con disabilità. L’iniziativa è stata presentata dall’assessora ai Servizi sociali Anna Puddu, che ha definito il programma “una rete di protezione che tiene insieme comunità e istituzioni”. Uno degli interventi principali riguarda le persone senza dimora per cui durante l’estate le strutture di accoglienza cittadine amplieranno gli orari di accesso: sarà possibile entrare dalle 14 anziché dalla prima serata, sette giorni su sette e in tutte le sedi già operative. Tra le iniziative più attese si conferma il servizio di accompagnamento gratuito al Poetto per gli over 70 e le persone con disabilità ma il piano guarda anche alle famiglie: sono previsti contributi economici destinati ai nuclei con Isee più basso per sostenere la partecipazione ai centri estivi. Un piano che prova a rispondere al caldo con una rete di servizi e presidi sociali, nel tentativo di non lasciare indietro nessuno proprio nei mesi in cui le disuguaglianze si fanno più visibili.

Fonti:
Caldo, solitudine e fragilità: a Cagliari parte il piano Estate solidale per anziani, persone con disabilità e senza dimora

Continua a leggere su Sardegna Oltre la Cronaca

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