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16 Giugno 2026
Podcast / Io non mi rassegno

Tutto quello che sappiamo sull’accordo Usa-Iran – 16/6/2026

L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran annunciato da Trump nel giorno del suo ottantesimo compleanno e il nuovo divieto del Regno Unito sull’accesso ai social network per i minori di 16 anni.

Autore: Andrea Degl'Innocenti
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Trascrizione episodio

Allora, ieri non ne abbiamo parlato perché la notizia era talmente fresca, con l’accordo annunciato nella notte, che il rischio di dire cose sbagliate era molto alto. Oggi però abbiamo sufficienti elementi per fare qualche considerazione.

Intanto partiamo da vedere come si è arrivati a questo accordo. “L’ufficialità – racconta Domani – è arrivata nella notte, dopo oltre cento giorni di attesa. Stati Uniti e Iran hanno raggiunto l’accordo di pace per porre fine alla guerra. Lo ha scritto in un post su Truth il presidente Usa Donald Trump, il quale ha annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz e di aver autorizzato «la rimozione immediata del blocco navale» nei confronti dell’Iran”. 

Dettaglio non da poco, Trump ha dato l’annuncio nel giorno del suo ottantesimo compleanno, che coincide anche con il flag day americano, il giorno della bandiera. Ha scritto su Truth social due diversi messaggi a distanza di un’ora. il primo recita: “L’accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran è ormai concluso. Congratulazioni a tutti! Con la presente autorizzo pienamente l’apertura al transito libero dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo l’immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti.

Navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!”. 

Poi circa un’ora dopo: «Questo grande accordo porterà pace e sicurezza nell’intera regione. Molti presidenti hanno tentato di raggiungere la pace con l’Iran, ma tutti hanno fallito prima di me. Per la prima volta, i leader della regione hanno trovato un presidente in grado di aiutarli a conseguire una pace reale». E poco dopo è sceso in giardino e si è seduto per assitere alla serata di arti marziali miste, sport di cui il presidente Usa è appassionato, con due titoli del mondo in palio, per cui sempre in occasione del suo compleanno Trump aveva fatto costruire un’arena nel giardino della casa Bianca.

La notizia della pace è stata confermata immediatamente anche dai vertici delle autorità iraniane, che ovviamente gli hanno dato una lettura diversa. Torno a leggere su Domani: «La Repubblica Islamica ha costretto il nemico americano-sionista a porre fine alla guerra su tutti i fronti», ha spiegato Kazem Gharibabadi, vice ministro degli Esteri iraniano, spiegando che l’accordo è stato raggiunto grazie alla «potenza, fermezza e resistenza» delle forze armate e del popolo iraniano. 

“Il ministro pakistano, Shehbaz Sharif – ricordiamo che il Pakistan è stato insieme al Qatar il principale mediatore dell’accordo – ha fatto sapere, invece, che l’accordo sarà firmato ufficialmente venerdì 19 giugno in Svizzera e sarà approvato con una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. Il protocollo d’intesa raggiunto da Iran e Stati Uniti apre la strada a un accordo definitivo entro 60 giorni”.

Mentre tutto ciò avveniva, mentre Trump cercava disperatamente di stringere un accordo per poterlo annunciare il giorno del suo compleanno, l’esercito israeliano continuava a bombardare violentemente il Sud del Libano, rischiando di compromettere – o forse tentando esattamente di boicottare – l’accordo, per il quale l’Iran aveva messo come condizione che smettessero immediatamente anche gli attacchi a tutti i paesi alleati, e ricordiamo che il Libano, o meglio le milizie sciite libanesi di Hezbollah, sono considerate dall’Iran fra i principali alleati. Una sorta di braccio armato estero.

Ci sono stati momenti di tensione, Trump ha persino definito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu “una persona molto difficile”, e in un’intervista al “New York Times” successiva all’annuncio dell’intesa, Trump ha affermato che Netanyahu “dovrebbe essere molto riconoscente” nei confronti di Washington, sostenendo che senza l’intervento statunitense Israele non sarebbe sopravvissuto a un eventuale Iran dotato di armi nucleari. 

Ma vediamo meglio cosa prevede questo accordo. Considerate che al momento a divulgare i maggiori contenuti sull’accordo è stata agenzia di stampa statale iraniana Mehr, quindi non sappiamo se sono quelli veri a tutti gli effetti (troverete scritto su tanti giornali “ecco i 14 punti dell’accordo, ecc, non è esattamente così). Il punto di partenza sarebbe la sospensione immediata delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano, quasi un quinto del cui territorio è attualmente occupato da Israele. Che già apre a una serie di dubbi e interrogativi, ma ci arriviamo. 

L’altro aspetto fondamentale da capire è che questo cessate il fuoco sarebbe temporaneo, ha validità per 60 giorni, durante i quali si svolgeranno i negoziati per un accordo definitivo. Sugli altri punti c’è ancora maggiore incertezza. 

Leggo su LaPresse: “Secondo quanto riportato dall’ agenzia di stampa statale iraniana Mehr gli altri punti prevedono: la revoca completa del blocco navale entro 30 giorni; l’impegno degli Stati Uniti a ritirare le proprie forze dalle aree circostanti l’Iran; la riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni; la sospensione delle sanzioni sulle vendite di petrolio e prodotti petrolchimici e dei loro derivati, e pieno accesso dell’Iran alle proprie risorse finanziarie; piani di ricostruzione che saranno presentati dagli Stati Uniti e dai loro alleati, per un totale di almeno 300 miliardi di dollari; un periodo di negoziazione di 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo sulla questione nucleare e la completa rimozione delle sanzioni primarie e secondarie statunitensi, delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e delle risoluzioni del Consiglio dei governatori dell’Aiea; e infine riaffermazione dell’impegno dell’Iran, sancito dal Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), a non produrre armi nucleari.

Durante il periodo di negoziazione – secondo quanto viene spiegato – gli Stati Uniti si impegnerebbero inoltre a non inviare ulteriori forze nella regione e a non imporre nuove sanzioni. Infine nella bozza sarebbe previsto lo sblocco di 24 miliardi di dollari di fondi iraniani bloccati durante il periodo di negoziazione finale di 60 giorni – di cui metà dovrà essere messa a disposizione dell’Iran prima dell’inizio dei negoziati – e l’istituzione di un meccanismo di monitoraggio per l’attuazione dell’accordo”. E questo è quanto, secondo un’agenzia di stampa iraniana.

Per quanto riguarda la riapertura dello stretto, Trump si è presto corretto rispetto alle sue dichiarazioni iniziali. All’inizio infatti la riapertura dello stretto avverrà solo “ai fini della rimozione delle mine”. Come ha precisato Trump sempre in un post sui social, temendo forse che le navi accendessero i motori troppo in fretta e il petrolio più che scorrere, facesse bum. Quindi ci sarà una fase transitoria di sminamento e poi potranno tornare a circolare le nav commerciali. La notizia ha comunque fatto festeggiare i mercati e il costo del petrolio è sceso in maniera decisa per tutta la giornata di ieri.

Ci sono però diversi punti interrogativi sul ruolo di Israele, sul nucleare iraniano e su tante altre cose. Mi sembra che in questo faccia un ottimo lavoro di sintesi di quello che sappiamo, quello che non sappiamo, punti di forza e criticità di Al Jazeera. È sotto forma di domande e risposte, curato dalla giornalista Caolán Magee.

Israele rispetterà l’accordo?

Non è chiaro. La Casa Bianca non ha ancora pubblicato il memorandum d’intesa in 14 punti, mentre i dettagli diffusi dall’agenzia di stampa iraniana Mehr non sono stati verificati in modo indipendente da Al Jazeera.

Sebbene l’Iran abbia affermato che l’accordo prevede un cessate il fuoco israeliano in Libano, non è ancora noto se ciò richiederebbe anche il ritiro completo di Israele dalla vasta area del Libano meridionale che occupa. 

Lunedì il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato: “Il primo ministro Netanyahu e io stiamo perseguendo una politica chiara in base alla quale le forze [militari] rimarranno nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza per un periodo illimitato.” Il che lascia presagire che il governo israeliano non sia così convinto a mollare il colpo.

Come viene percepito l’accordo in Israele? L’intesa ha intensificato le critiche a Netanyahu nel paese. Gli oppositori di entrambi gli schieramenti hanno sostenuto che Israele non ha raggiunto i suoi obiettivi principali. Levy ha definito l’accordo “la sconfitta di Israele e la sconfitta personale di Netanyahu”. Il leader del partito centrista Democratici, Yair Golan, lo ha descritto come “il culmine di molti anni di fallimenti”.

Il programma nucleare iraniano. Secondo Mehr, la bozza di accordo prevede un accordo finale sulle questioni nucleari entro 60 giorni. Trump ha detto al New York Times che un accordo definitivo limiterebbe l’Iran ad arricchire uranio a livelli “che non potranno mai essere utilizzati a scopi militari”. Ha aggiunto che, in caso di fallimento dei negoziati, le azioni militari potrebbero riprendere.

Missili e alleati regionali dell’Iran. Secondo Mehr, le discussioni sul programma missilistico iraniano e sul sostegno ai gruppi alleati — Hezbollah, Hamas, gli Houthi — sarebbero state rimosse dall’agenda negoziale. Se confermato, rappresenterebbe una concessione significativa da parte di Washington.

Lo Stretto di Hormuz. La riapertura dello stretto, attraverso cui transitava circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas prima della guerra, è una delle priorità strategiche principali di Trump. La riapertura avverrà inizialmente solo per la rimozione delle mine; gli esperti prevedono che potrebbero volerci mesi prima che i traffici commerciali tornino ai livelli pre-guerra.

L’Iran ha inoltre sollevato la possibilità di introdurre diritti di transito per le navi. Lunedì l’agenzia Fars ha riferito che Teheran ha inserito l’imposizione di “tariffe per servizi marittimi” nello Stretto di Hormuz negli ultimi momenti dei negoziati.

Sanzioni e asset congelati. Le sanzioni non saranno allentate nell’immediato; è atteso che la questione faccia parte della fase successiva dei negoziati. Secondo Mehr, la bozza prevede il rilascio di 24 miliardi di dollari di asset iraniani congelati durante i 60 giorni di negoziato, ma il vicepresidente JD Vance ha precisato che i fondi non saranno rilasciati automaticamente alla firma.

Effetti sull’economia globale. I mercati finanziari hanno reagito positivamente: il petrolio Brent è sceso di circa il 4%, a poco meno di 84 dollari al barile, e i futures sulle borse americane sono saliti. Gli economisti avvertono tuttavia che gli effetti economici del conflitto si protrarranno per mesi, con danni alle infrastrutture energetiche del Golfo e ritardi nelle catene di fornitura.

Ecco, questo è quello che sappiamo finora. La cosa positiva è che sicuramente possiamo aspettarci nell’immediato un calo di tensione e una pausa o comunque un forte rallentamento alla guerra e al sangue versato. I problemi sono ancora tutti lì sul tavolo e quella che Trump presenta come una vittoria, se i punti fossero confermati, è in realtà una situazione molto simile, per alcuni versi persino peggiore lato Usa, rispetto a prima del conflitto. 

Al tempo stesso il fatto che gli Usa si siano resi conto di aver tutto o quasi da perdere da questo conflitto mi sembra un ottimo deterrente. Vedremo.

Intanto anche il Regno Unito vuole limitare i social. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato che il suo governo vieterà ai minori di 16 anni l’accesso ai social network. Il modello dichiarato è quello dell’Australia, che ha aperto la strada per prima, a cui sono seguite Francia, Spagna, e ora il Regno Unito.

Provo a spiegarvi come funziona tecnicamente, perché è un dettaglio importante: la legge non punisce i ragazzi che cercano di accedere lo stesso, ma le aziende che li lasciano entrare. Sono le piattaforme ad essere ritenute responsabili, non gli adolescenti. Starmer ha già detto che alcuni ragazzi troveranno il modo di aggirarlo, ma dice anche che questo non lo rende inutile.

In questo caso la misura non si ferma ai social classici: vengono bloccate anche le chat con estranei e le dirette streaming che coinvolgono minorenni, anche su piattaforme di videogiochi. Ed entro luglio arriveranno ulteriori misure per i minori di 18 anni: un coprifuoco notturno, pause obbligatorie sullo scroll infinito, e — questo è un dato poco citato — il divieto assoluto di accesso ai chatbot che simulano relazioni amorose o erotiche. Incluso ChatGPT.

Mentre il dibattito scientifico su quanto i social facciano davvero male alla salute mentale dei giovani è ancora aperto, e non c’è consenso, i governi sempre più governi hanno deciso di non aspettare la risposta definitiva. E di procedere con i divieti. Tema complesso, ne riparliamo. 

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