Una nuova sigla, una nuova collaborazione, uno sguardo ancora più “sardo”. Ecco come si evolve la narrazione di Sardegna Che Cambia per raccontare ciò che avviene nell’Isola.
Una nuova sigla, una nuova collaborazione, uno sguardo ancora più “sardo”. Ecco come si evolve la narrazione di Sardegna Che Cambia per raccontare ciò che avviene nell’Isola.
Forme di Craft è una rassegna che per tutto il 2026 vede protagonista l’artigianato in ogni sua unica declinazione. Ma qual è lo stato di salute dell’artigianato sardo? Ne parliamo con Silvia Marcis.
Oltre la marginalità, oltre i pregiudizi, oltre l’idea che il calcio non sia “da ragazze”. Il percorso del Cagliari femminile racconta il cambiamento che attraversa lo sport e la società sarda. Di Matteo Cardia.
A partire dalle parole di uno chef emigrato, passando per il riconoscimento UNESCO per la cucina italiana, parliamo del rapporto tra tradizione, identità e narrazione del cibo.
Per il 22 e 23 giugno Mesa Noa, la prima food coop della Sardegna, ha organizzato “Naturalmente Locale”, tappa sarda del festival itinerante dell’agroecologia, Challenge. Sarà un evento – del quale siamo orgogliosi Media Partner – dedicato alla scoperta e valorizzazione delle buone pratiche legate all’agroecologia, l’applicazione ovvero dei principi ecologici nelle produzioni locali, con l’obiettivo di promuoverne i principi e creare connessioni tra diverse realtà impegnate però nelle stesse sfide. Tra gli eventi un dialogo su nuovi modelli di distribuzione, consumo e comunità moderato dal nostro direttore Daniel Tarozzi.
Save My Ocean è un movimento indipendente nato dalla volontà di contribuire alle azioni in campo contro l’inquinamento dei mari, dimostrando come anche l’azione del singolo possa avere un impatto significativo sulla salute del nostro pianeta. Fondata dall’attivista ogliastrina Francesca Congiu, l’organizzazione ha già raccolto 2,1 tonnellate di plastica dai mari. Con eventi che coinvolgono volontari in Sardegna, Italia e in alcuni stati africani, Save My Ocean promuove la sensibilizzazione ambientale e l’educazione alla sostenibilità, evidenziando l’importanza di una comunità unita nella lotta contro l’inquinamento marino.
Una collezione di gabinetti visibile dallo spazio fa bella mostra di sé nel cortile della sede dell’Associazione italiana assistenza spastici (Aias) di Cagliari. Cumuli di rifiuti giacciono su una porzione del bene demaniale, nel parcheggio di una struttura che offre servizi al pubblico e che ospita una comunità protetta. Accanto alla discarica, molti minibus dell’Aias sono fermi. I furgoni utilizzabili sono sei, gli autisti cinque ma non bastano. Ce ne parla Andrea Carboni in questa inchiesta disponibile in versione integrale sul sito di Indip.
Itaca è un podcast ideato e condotto da Federico Esu, che mira a connettere il capitale umano della Sardegna. Valorizza le storie, le conoscenze e le esperienze di chi attraversa, ha attraversato o ha lasciato l’Isola. Mediante un dialogo autentico che supera la semplice rappresentazione dei traguardi raggiunti, il podcast costruisce una rete di connessioni che ispira crescita collettiva, consapevolezza – anche culturale – e opportunità possibili.
Secondo le recenti classifiche sulla benessere del Sole 24 Ore, il Sud Sardegna si trova all’ultimo posto in Italia per qualità della vita dei giovani. Questo verdetto, pesante come un macigno, ha suscitato riflessioni profonde e reazioni accorate da parte di coloro che chiamano questa terra “casa”. Ma cosa significa realmente vivere e crescere in una provincia che sembra non offrire prospettive? Per scoprirlo diamo voce a due giovani del territorio che attraverso le loro testimonianze raccontano la vita, le aspirazioni e il sogno di un futuro possibile in una terra dove voler restare.
Nati a Sassari vent’anni fa, i Train to Roots sono una delle band più influenti nella scena reggae sarda. Con un impegno sociale che attraversa tutta la loro carriera, i Train to Roots non si limitano a fare musica: per loro si tratta di uno strumento di partecipazione attiva, impegno sociale e comunitario. In questa intervista Bujumannu, voce della band, racconta Gaza, la loro ultima canzone a supporto della causa palestinese.
Con voce appassionata, l’attrice sarda Caterina Murino interviene nel dibattito sulla cosiddetta speculazione energetica in Sardegna lanciando un appello per una transizione energetica che rispetti l’ambiente, i paesaggi e la popolazione locale. Murino mette in luce le contraddizioni e le minacce legate all’assalto dei territori, con una prospettiva animalista che guarda al benessere dell’intero ecosistema.
Dalla penna di Franciscu Pala, attivista indipendentista di Helis Blog, un commento a un giorno di distanza dal 2 giugno, giornata in cui si celebra la nascita della Repubblica italiana. In questo articolo, a partire dalle prime rivendicazioni, Pala esplora le tematiche del movimento indipendentista sardo andando al passo con la storia e con una visione di critica propositiva volta a ribadire il diritto all’autodeterminazione del popolo sardo.
Fondato nel 2014 dal regista Massimiliano Mazzotta, quest’anno il festival cinematografico Life After Oil presenta 37 film selezionati tra oltre 800 iscritti da 88 Paesi. Villanovaforru, prima comunità energetica della Sardegna, sarà palcoscenico di un’undicesima edizione sempre dedicata alle tema ambiente e diritti umani.
Onde Corte è la prima web radio della salute mentale in Sardegna, collegata alla rete di oltre 70 stazioni radio della salute mentale in Italia. Fondata da Asarp, l’Associazione Sarda per l’Attuazione della Riforma Psichiatrica, a far parte della redazione sono persone che usufruiscono dei servizi di salute mentale, volontari e operatori della salute, in un contesto orizzontale, partecipato e comunitario.
Nel tardo Mesolitico piccoli gruppi di nomadi giungevano in Sardegna. Tuttavia non si stabilirono mai permanentemente sull’isola. Questo mese la nostra archeologa e divulgatrice Sara Corona Demurtas racconta come durante il Neolitico, intorno al 5700 a.C., la situazione cambiò radicalmente. Nuove popolazioni provenienti da altre terre portarono con sé conoscenze avanzate di agricoltura e allevamento, introdussero piante e animali domestici, navigando con ingegno e coraggio, e fondarono i primi insediamenti stabili. Così si segna l’inizio di una nuova era per la Sardegna.
La narrazione della disabilità nei media spesso oscilla tra il pietismo e il sensazionalismo, trascurando la normalità delle vite quotidiane delle persone con disabilità. La Carta di Olbia, nata nel 2019, propone un cambiamento radicale in questo approccio, fornendo linee guida per una rappresentazione rispettosa e inclusiva. Attraverso le parole di Francesca Arcadu, tra le menti dietro la carta deontologica, esploriamo come questa possa trasformare il giornalismo e contribuire a una società più equa, abbattendo le barriere dell’abilismo e promuovendo una corretta informazione e accesso al lavoro.
Fondata con l’obiettivo di favorire la trasformazione digitale delle piccole e medie imprese locali, Open Azienda sviluppa tecnologie sarde che coprono tutta la filiera del dato, dalla generazione all’utilizzo. In questa intervista il fondatore Paolo Pilia racconta un approccio che non solo valorizza i talenti locali, ma garantisce anche maggiore privacy e controllo sui dati, dimostrando che l’innovazione può essere sia sostenibile che inclusiva.
In questo articolo la nostra Marta “Jana sa Koga” Serra, antropologa, studiosa di pratiche ancestrali dell’isola e curatrice della rubrica sull’esoterismo in Sardegna, esplora l’aspetto culturale e simbolico degli abiti tradizionali sardi, evidenziando la loro connessione etimologica con i termini “abito,” “abitudine,” e “abitare.” Attraverso l’esempio della processione di Sant’Efisio a Cagliari, spiega inoltre come gli abiti tradizionali esprimano l’identità e le radici culturali sarde, sottolineando poi l’importanza della tradizione come mezzo per tramandare le abitudini e preservare il legame con la terra e la cultura.
Domenico Melis di Nuragic.com ci racconta attraverso parole, immagini e video-testimonianze due lotte portate avanti in Gallura e nel cagliaritano. La prima vede protagonista Dimora & Domus, presidio permanente in difesa di un territorio dove un anemometro ha tra le finalità quella di individuare le aree di realizzazione di parchi eolici. La seconda, a Selargius, è stata teatro di una protesta nonviolenta dove un agricoltore – tra i proprietari minacciati dagli espropri per il Tyrrhenian Link – sedendosi sopra una trivella ha bloccato l’inizio dei lavori in uno dei terreni vicini a Sa Barracca.
Fawzi Ismail è un medico e attivista palestinese. A 76 anni dalla Nakba, la “Catastrofe” durante la quale due terzi dei palestinesi furono espulsi dalle loro terre e i loro villaggi vennero distrutti in funzione dell’occupazione israeliana, attraverso la testimonianza di Ismail affrontiamo la questione palestinese passando per i diritti negati negli ultimi decenni, le attuali proteste per lo “stop al genocidio” e il ruolo della Sardegna nei conflitti in Medio Oriente.
Negli ultimi vent’anni la Sardegna ha perso oltre 100mila abitanti. A fare da contraltare però c’è un fenomeno in crescita: l’incremento costante delle acquisizioni di cittadinanza degli stranieri e la trasformazione da Isola storicamente caratterizzata dall’emigrazione a destinazione di flussi. I dati sono contenuti in un report del Centro studi della Cna del quale ci parla Indip con questo contributo che partendo dai numeri guarda al futuro dell’Isola.
Condividere esperienze e conoscenze e acquisirne di nuove, avendo l’opportunità di essere agenti consapevoli di trasformazione sociale. Promossa da Ashoka Italia e Fondazione EOS, a giugno in Sardegna sarà possibile partecipare a una tre giorni residenziale aperta a giovani tra i 18 e i 24 anni, allo scopo di promuovere il cambiamento sociale e comunitario attraverso workshop interattivi e momenti di formazione. L’iscrizione è entro il 20 maggio.
Gli isolanti sintetici o minerali normalmente usati per l’isolamento termoacustico sono materiali che producono nel loro ciclo di vita una serie di importanti impatti sull’ambiente. All’esigenza di una valida copertura che riduca però l’impatto sulla produzione e smaltimento ha trovato risposta la start-up sarda Brebey, guardando alla lana di pecora come un prodotto naturale, rinnovabile e riciclabile in grado di garantire allo stesso tempo isolamento, risparmio energetico e un impatto nettamente inferiore sull’ambiente.
Un punto di incontro tra cultura e sport capace di promuovere l’inclusione, la socializzazione e la coesione attorno a un’idea di comunità fatta di opportunità possibili. Inauguriamo la collaborazione con TocToc Sardegna con questo articolo in cui Matteo Cardia racconta la Biblioteca popolare dello Sport di Sassari, un’importante iniziativa sociale e culturale che guarda al futuro della città e di chi la abita.
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