Una ventina di giovani hanno vissuto su Monte Arcosu un’esperienza accompagnata dalla Protezione Civile. Stare insieme e confrontarsi con la natura incontaminata hanno rappresentato un valore formativo enorme.
Una ventina di giovani hanno vissuto su Monte Arcosu un’esperienza accompagnata dalla Protezione Civile. Stare insieme e confrontarsi con la natura incontaminata hanno rappresentato un valore formativo enorme.
Con quasi mezzo milione di parole e 177.000 traduzioni, SarduDict è il nuovo dizionario digitale gratuito dedicato alla lingua sarda. Un progetto nato per contrastarne il declino, in tutte le sue varianti.
Nelle tradizioni esoteriche la pratica del silenzio ricorre sempre. Oggi, nella società dell’inquinamento (anche) acustico, abbiamo perso l’abitudine all’ascolto profondo. Ma chi può insegnarci a recuperarla è la natura.
Un gruppo di turisti israeliani è atterrato a Cagliari. Ad attenderli due presidi opposti, uno di accoglienza e uno di protesta. Con loro anche la giornalista Lisa Ferreli, che ci racconta cos’è successo all’aeroporto di Elmas.
Si chiama Maria Luisa Usai e ha fondato il progetto sul turismo sostenibile e responsabile Viaggiare Green. Sui social dà consigli utili per viaggiare in modo lento e consapevole, raccontando la Sardegna più autentica e meno conosciuta. Per questo Sardegna che Cambia stringe una media partnership con una ragazza che vuole cambiare l’isola, in meglio.
Uscito nel 2022, il documentario Chemical Bros del regista Massimiliano Mazzotta ha fatto incetta di premi nonostante abbia raccolto anche silenzio e indifferenza da parte di media e istituzioni. Mazzotta indaga le conseguenze della filiera del fluoro partendo dalla Sardegna – dove dalle miniere si estrae il minerale sin dal 1953 – mostrando il lato oscuro di molte aziende che hanno base nell’isola.
Nell’isola sono due le comunità energetiche operative. Si trovano a Villanovaforru e a Ussaramanna. A pochi anni di distanza dall’inizio del progetto, quella di Villanovaforru ha ricevuto i primi incentivi dal GSE (Gestore Servizi Energetici): è una delle poche in Italia e rappresenta un modello virtuoso. Ma anche un simbolo di resistenza.
Un incontro casuale, appena rientrate nell’isola, e la svolta imprenditoriale, coraggiosa e voluta, nel 2020. Ilaria e Fiammetta gestiscono da tre anni a Cagliari uno spazio multifunzionale adibito a co-working, laboratori e mostre. Un luogo di incontro per creativi e non solo, un progetto innovativo che si apre alle collaborazioni locali e nazionali, un unicum in Sardegna e non solo.
Sardegna che Cambia annuncia una media partnership con Indip, il periodico indipendente che non ha editori. Nato due anni fa da un progetto di giornalismo d’inchiesta, ha raddoppiato gli abbonati “semplicemente perché dà le notizie”. L’intervista al direttore Pablo Sole è anche l’occasione per parlare del panorama dell’informazione in Sardegna. A partire da novembre uscirà un articolo al mese sul nostro portale curato da Indip.
Un ponte che unisce idealmente Sardegna e Senegal, dure territori distanti ma simili, illuminati da un’aurea ancestrale e da una natura immanente. Sono questi aspetti che hanno conquistato una coppia di giovani viaggiatori che ha sviluppato Vento Maestrale, un progetto che unisce la scoperta consapevole dei territori, la narrazione attraverso video e foto dell’ambiente naturale e umano e una proposta educativa ispirata all’outdoor e alla libertà d’espressione.
Sardegna che Cambia stringe una media partnership con Helis blog, un progetto editoriale, politico e culturale. Uno spazio di confronto tra le varie anime dell’indipendentismo moderno che aggiunge al nostro portale regionale una voce libera e critica. Con loro esploreremo anche la realtà internazionale delle nazioni senza Stato. Con Frantziscu Pala, tra i promotori del collettivo.
In Sardegna si è costituita la rete Warfree, nata dall’iniziativa di cittadini e imprenditori che vogliono dimostrare come costruire un modello economico ispirato alla pace e alla cooperazione sia possibile. Vediamo chi ne fa parte e come funziona, esaminando anche una delle campagne pacifiste più importanti fra le tante in corso sull’isola, quella contro la RWM.
L’imprenditrice vulcanica e visionaria Ramona Bavassano si occupa di un’azienda agricola di 55 ettari da tre anni. L’obiettivo è farla diventare la prima piattaforma collaborativa italiana che gestisce un’azienda multifunzionale in forma partecipata. Tra gli eventi in programma, il 21 e 22 ottobre c’è il Laboratorio di agricoltura del non fare, un incontro gratuito e a rifiuti zero sull’agricoltura naturale.
Il 65% delle servitù militari italiane è in Sardegna, dove dal 1° ottobre sono riprese le esercitazioni nonostante la bocciatura del Comitato misto paritetico (Comipa) dello scorso 31 maggio. Gli antimilitaristi di A Foras, tramite il Gruppo di intervento giuridico, hanno fatto ricorso al Tar contro il decreto del ministro della Difesa che ha dato il via libera al nuovo calendario delle esercitazioni militari nell’isola. I giudici decideranno l’8 novembre.
Un’oasi naturalistica protetta da vincoli paesaggistici e di rilevanza storica, culturale e artistica, sta per diventare un hotel di lusso. Da teatro dell’esperimento sulle onde corte che il premio Nobel Marconi fece nel 1932 a struttura ricettiva per ricchi. Ma il comitato spontaneo di cittadini Maremosso ha già raccolto 55mila firme per scongiurare l’accordo tra la Regione e la società New Fari.
Alessandro Spedicati nell’immaginario collettivo resta ‘Diablo’, voce e leader dei Sikitikis, il gruppo cagliaritano indie nato nel 2000 che ha fatto cantare più generazioni. A quasi 50 anni ha fondato il progetto editoriale “Una vita quasi country” che coincide con un cambio di vita: un lento trasferimento dalla città alla campagna condiviso con la moglie Annalisa e raccontato online.
A Laconi, in Sardegna, Carlo e Annalisa hanno dato vita a Treballu, uno spazio di comunità immerso nella natura, un coworking rurale e una nuova casa per remote workers e nomadi digitali. Tra gli obiettivi dei due fondatori c’è anche l’idea di creare una rete di coliving rurali che permetta di visitare e apprezzare tutta l’Italia promuovendo un’idea di turismo più sostenibile.
Da molti anni è in atto una sorta di colonizzazione da parte di RWM Italia, importante azienda del settore bellico. La Sardegna e i suoi abitanti sono divisi: da un lato chi contesta l’operato di RWM dal punto di vista etico e sottolinea il forte impatto negativo che l’azienda ha sul territorio sotto il profilo ambientale e quello sociale; dall’altro chi ritiene che la multinazionale crei opportunità di lavoro e ricchezza. Ma è davvero così?
Lo scorso venerdì 2 giugno si è tenuta a Cagliari una manifestazione indetta da A Foras a cui hanno partecipato decine di sigle del pacifismo e del disarmo italiani. L’obiettivo era denunciare la drammatica situazione della Sardegna, il cui territorio è ampiamente militarizzato e ostaggio di azioni ed esercitazioni che hanno un impatto devastante sull’isola e sulla sua popolazione. Ecco com’è andata.
La Matrioska non è un semplice laboratorio tessile, ma un vero e proprio simbolo di accoglienza e inclusione. Una realtà cagliaritana che si è posta come obiettivo quello di creare e promuovere attività e opportunità per favorire l’integrazione dei migranti sul territorio attraverso corsi di formazione e numerose attività.
Le forze Nato, con la complicità attiva del Ministero della Difesa, stanno compiendo un vero e proprio massacro in Sardegna (e non solo), dove militari e civili si ammalano e muoiono a causa dell’uranio impoverito. Lo sostiene l’Associazione nazionale vittime dell’uranio impoverito, secondo cui le bonifiche previste non hanno lo scopo di rendere più salubre l’ambiente ma solo quello di rendere possibili nuove esercitazioni.
Da decenni la Sardegna e il suo popolo sono ostaggio di interessi politici e militari che sfruttano il territorio impoverendolo, facendo ammalare o scappare chi lo abita, inquinando e alimentando la cultura della guerra. Tuttavia l’isola ha saputo reagire e sono innumerevoli le iniziative di contrasto a questi abusi, per conquistare l’autodeterminazione e diffondere i valori della pace e della nonviolenza.
Da più di quindici anni l’associazione Punti di Vista si occupa di diffondere consapevolezza e avvicinare i giovani alla natura in Sardegna, dove organizza percorsi formativi e didattici focalizzati sull’educazione ambientale. L’ultima iniziativa lanciata dall’associazione sta dando corpo a un sogno nel cassetto: creare una rete che riunisca le realtà isolane che si occupano di outdoor education.
“Giovani che cambiano il mondo” è il titolo di un progetto lanciato da Rumundu, associazione sarda che si occupa di formazione e innovazione sociale. Lanciata il 28 ottobre, l’obiettivo dell’iniziativa è coinvolgere un nutrito gruppo di studenti provenienti da tutta l’Isola per progettare la visione di una Sardegna sostenibile.
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