Una rete di iniziative in alcuni paesi della Calabria unisce idee e risorse indicando una strada per la rinascita delle aree interne, in particolare nel Meridione. Il progetto si chiama We’re South e ne abbiamo parlato con il gruppo che lo anima.
Una rete di iniziative in alcuni paesi della Calabria unisce idee e risorse indicando una strada per la rinascita delle aree interne, in particolare nel Meridione. Il progetto si chiama We’re South e ne abbiamo parlato con il gruppo che lo anima.
Il piano del Governo prevede una sorta di eutanasia per le aree interne in declino, ma in molti territori sono attivi progetti di resistenza e resilienza. Come la rete We’re South in Calabria, secondo cui una strategia efficace dovrebbe partire da un cambio di paradigma.
Nel terzo approfondimento sulle aree interne analizziamo il Gennargentu-Mandrolisai, la seconda area pilota della politica SNAI in Sardegna nel ciclo di programmazione 2014-2020.
La SNAI punta a rafforzare servizi e opportunità nelle aree interne. L’Alta Marmilla è un esempio di come la Strategia si possa tradurre in interventi concreti su scuola, sanità e sviluppo locale.
Tra spopolamento e mancanza di servizi, le aree interne – in Sardegna come altrove – cercano un nuovo equilibrio. La SNAI punta a rimettere al centro i territori marginali.
Una riflessione di Paolo Piacentini – scrittore, camminatore e presidente onorario di FederTrek – su come riabitare le aree interne partendo dalla cura ed evitando i rischi di speculazione.
La quarta edizione del Festival del Mutualismo si svolge in Molise dal 24 al 27 luglio. Quattro giorni di incontri e attività dedicate alle aree interne.
In Irpinia si è svolta la seconda edizione del Festival Fare E.CO. Tre giorni di incontri, confronti e dibattiti per rilanciare le aree interne attraverso un’economia cooperativa.
Per Treballu, contro lo spopolamento non basta attrarre professionisti da remoto, serve costruire legami con le comunità locali, generare cultura e nuove opportunità.
Prendendo come case history la val Pennavaire, al confine fra Liguria e Piemonte, proviamo a capire quale può essere il contributo dell’agricoltura nella lotta allo spopolamento, ma anche alla crisi climatica e alla perdita di biodiversità.
A maggio, presso l’Abbazia di Rosazzo a Manzano, si è conclusa la terza edizione di Percorsi Spericolati, un progetto voluto da Fondazione Pietro Pittini per rilanciare le aree interne e montane a livello imprenditoriale, grazie al contributo di ragazze e ragazzi con la passione per la montagna e la rigenerazione territoriale.
Procede il progetto di Fondazione Pittini – Percorsi Spericolati – che si pone l’obiettivo di sviluppare progetti innovativi per le aree interne grazie allo scambio tra le giovani generazioni e le attività imprenditoriali presenti sul territorio. Vi riportiamo alcune testimonianze dei partecipanti al camp residenziale di marzo, che li ha visti anche fare la conoscenza di alcuni progetti associativi e imprenditoriali che animano la zona.
25 giovani sono pronti a intraprendere un percorso di formazione residenziale e multidisciplinare per imparare come valorizzare aree interne e montane. Sono coloro che hanno partecipato alle selezioni appena concluse della call promossa da Fondazione Pittini per valorizzare le aree interne attraverso uno scambio tra le giovani generazioni e le attività imprenditoriali innovative presenti sul territorio del Friuli-Venezia Giulia e un gruppo di giovani formati e pronti a sperimentare sul campo.
La rivincita delle aree interne richiede impegno, dedizione e un lavoro che rivoluzioni il modo di pensare a queste zone del paese, mettendo i giovani al centro. Nel 2020 è nata in Sicilia Rifai, la Rete Italiana dei Facilitatori delle Aree Interne, che riunisce giovani da tutta Italia per proporre un nuovo modello che accanto alle città consideri anche le zone marginali per nuove strategie e sviluppi dell’intera nazione.
La Missione Favorire partecipazione attiva della Fondazione Compagnia di San Paolo ha avviato una programmazione specifica per le aree interne e montane. Quali metodi di progettazione delle linee di intervento? Quali effetti sulla partecipazione attiva? Ecco una panoramica sulle varie iniziative finalizzate a rivitalizzare questi territori considerati marginali.
Non solo mete turistiche note e grandi città d’arte: l’Italia conserva un patrimonio di itinerari da conoscere e valorizzare in molte aree interne spesso sconosciute e dimenticate. Dall’Umbria alla Sicilia, ecco alcune delle proposte per delle vacanze alternative e consapevoli che si possono trovare all’interno del Catalogo del Turismo Cooperativo 2023.
Fra le Alpi Giulie e le Alpi Carniche si sono ritrovati tanti giovani e tantissime idee. Il contenitore che le ha accolte è Percorsi Spericolati, un progetto lanciato da tre realtà territoriali con l’obiettivo di far incontrare la creatività, la freschezza e la lungimiranza di giovani menti con le potenzialità – purtroppo spesso inespresse – delle aree interne italiane. Anche noi di Italia che Cambia abbiamo partecipato attivamente alle prime fasi di questo cammino.
Le aree interne siciliane sono sempre più a rischio di spopolamento anche perché le giovani generazioni decidono di costruire altrove il proprio futuro. A Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, grazie all’idea di Michele Schifano un gruppo di giovani talenti ha creato La Pescheria delle idee, un luogo virtuale e fisico per trasformare le idee in progetti concreti attraverso innovazione, ricerca, relazioni e servizi.
Una scuola per futuri montanari e montanare con un progetto da sviluppare nelle aree interne: parliamo della Impact Mountain School, che si terrà nel paese di Melle (CN), da 26 al 30 luglio 2023. È gratuita e aperta a un massimo di venti partecipanti, che potranno prendere parte ad attività di formazione, confronto e approfondimento per sviluppare la propria idea imprenditoriale ad impatto sociale.
A Castelbianco (SV) una coppia di artisti e ricercatori da anni si occupa di esplorare il ruolo della zucca nella storia dell’umanità, partendo dalla realizzazione di contenitori fino ad arrivare alla replica di strumenti musicali. Ed è così che nasce la Cucurbita Sapiens Orchestra, che utilizza solo strumenti creati con le zucche da loro coltivate, ma anche le conferenze e i laboratori proposti. Una passione lunga secoli di storia e di cultura che affonda le sue radici in Val Pennavaire.