A Nizza è appena iniziata la Terza Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani
Dal 9 al 13 giugno a Nizza si svolge la Terza Conferenza delle Nazioni Unite per la salvaguardia degli oceani. Servono impegni e sforzi per la conservazione e la tutela dei mari.

Inizia oggi a Nizza la terza Conferenza delle Nazioni Unite sulla salvaguardia degli oceani. Fino al 13 giugno, 56 capi di Stato e di governo cercheranno di avviare una svolta nella governance globale sostenibile dei mari, responsabili del 50% dell’ossigeno del pianeta, che costituiscono il 70% dell’intera superficie. La Conferenza è un appuntamento importante e cruciale che ha come obiettivo l’adozione del Trattato sull’alto mare, ovvero un accordo che mira alla protezione del 30% delle aree esterne alla giurisdizione nazionale (le BBNJ) entro il 2030, approvato dalla Nazioni Unite a settembre 2023 con la firma di 115 Paesi.
Per entrare in vigore è necessaria la ratifica di almeno 60 Paesi, attualmente sono solo 33. Secondo Greenpeace, continuando con il ritmo attuale l’obiettivo si potrà raggiungere non prima del 2107. Tra i grandi assenti gli Stati Uniti e la Cina. Non è un caso che, dopo Lisbona nel 2022, l’incontro stia avvenendo in Francia: il Paese punta a un ruolo di leadership possedendo il secondo spazio marino mondiale e il Mediterraneo si riscalda del 20% più velocemente rispetto alla media globale.
La Francia dovrebbe cercare di convincere altri Paesi ad unirsi alla coalizione che ha come obiettivo anche una moratoria sulle attività estrattive in alto mare, in contrasto con le politiche di Donald Trump che ha da poco autorizzato questa pratica nelle acque internazionali del Pacifico, senza tener conto del Trattato globale per la protezione degli oceani. La speranza è che la Terza Conferenza possa concludersi con un piano d’azione, Nice ocean action plan, in linea con quanto fissato in precedenza rispetto alla tutela della biodiversità degli oceani.
Oltre tre miliardi di persone dipendono dalle risorse fornite dal mare, il 60% degli habitat marini è sfruttato o degradato e molte delle aree marina protette non vengono tutelate come si dovrebbe. Solo in poche, meno del 3%, sono escluse attività distruttive come la pesca a strascico. In Europa solo il 2,04% dei mari sono aree marine protette secondo un rapporto del WWF.
Nell’Oceano Indiano e Pacifico i coralli continuano a sbiancarsi a causa delle temperature e dell’acidificazione. Tra gli obiettivi del vertice Onu, c’è anche l’avvio di un negoziato per un accordo sulla pesca sostenibile, la ricerca di fondi per la conservazione dell’oceano e la volontà di diffondere meglio le conoscenze legate alle scienze marine per migliorare il processo decisionale.
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