Orti di San Giorgio è l’associazione di orticultura che ha restituito alla città di La Spezia la tradizione degli aranceti spezzini, creando un orto urbano in pieno centro cittadino.
Fatti che le persone Non sanno Utili per la propria vita. Questa definizione, semplice e banale, spesso viene dimenticata. Eppure - se applicata - aiuta a discernere. In questa sezione vi proponiamo fatti UTILI davvero per cambiare noi stessi e il mondo
Orti di San Giorgio è l’associazione di orticultura che ha restituito alla città di La Spezia la tradizione degli aranceti spezzini, creando un orto urbano in pieno centro cittadino.
Durante la guerra sfamava gli abitanti del paese e ora, con le sue macine centenarie e le macchine d’epoca, Il mulino Ottino è sopravvissuto per lavorare grani antichi trasformandoli in farine pregiate. Tutto questo è possibile grazie a Pietro e suo figlio Ludovico che a Magliano, in provincia di Biella, portano avanti questa tradizione e promuovono sul territorio prodotti locali e di qualità.
Ripensare la produzione agricola e alimentare in un’ottica di resilienza e circolarità, favorendo la creazione di filiere virtuose e sostenibili. Questo l’obiettivo della Challenge Lab di EIT Food, una chiamata rivolta a tutti coloro che si occupano di cibo e agricoltura per proporre soluzioni innovative per la costruzione di un modello produttivo etico e competitivo.
Piccoli orti in affitto per chi vuole autoprodurre il cibo per sé e la famiglia in un terreno in passato abbandonato. È il progetto Horto Meum, lanciato da due architetti e fratelli che hanno riportato in vita un terreno abbandonato non lontano dal centro di Caserta. Con l’arrivo della pandemia le persone hanno continuato a coltivare e portare a casa le proprie verdure, consapevoli dell’importanza di questa attività per il proprio benessere.
Rendere facilmente disponibili i prodotti genuini e locali e permettere alle persone di riceverli direttamente a casa da chi li produce. Nasce con questo obiettivo e dall’idea di due giovani sviluppatori pugliesi Mangio a Km0, un’app che promuove la filiera corta e un’alimentazione sana e sostenibile, anche e soprattutto ai tempi del covid.
Oggi vi raccontiamo la storia di Manuel Poli e Daniela Manfredelli, due fornai che in Valdilana, ai piedi delle montagne biellesi, hanno aperto il loro “Forno Controcorrente”, che porta a tutti gli abitanti del paese un pane sano e da agricoltura biologica. Una storia che parla di vecchi mestieri e di nuovi sogni possibili per fare impresa in montagna.
Nel “piccione” di novembre, Le Galline Felici – rete di agricoltori biologici siciliani che rifornisce moltissimi gruppi d’acquisto solidale in Italia e in Europa – invitano a non mollare e ad affrontare con coraggio non solo le difficoltà dovute alla pandemia, ma anche le recenti offensive dell’agricoltura industriale, come la PAC che disciplinerà la politica europea sul tema nei prossimi anni.
“Troverai più nel bosco che nei libri”, dice un vecchio proverbio. In Liguria, il bosco dice molto del territorio a cui appartiene. Questa è la storia di un’azienda agricola spezzina che riscopre i prodotti del bosco: coltiva specie autoctone di castagne, ma produce anche miele e conserve di piccoli frutti di bosco.
Una rete agricola che nasce per promuovere i prodotti delle piccole realtà locali che hanno deciso di collaborare per una missione più grande: valorizzare i prodotti del territorio e la biodiversità. Un esempio virtuoso che, nel periodo di emergenza sanitaria da Covid-19 rappresenta un’esperienza positiva di solidarietà tra piccole realtà. Si chiama Teritori e nasce nel biellese, spaziando tra alimentazione, edilizia e prodotti a basso impatto.
In un terreno confiscato alle mafie nella provincia di Caserta, la cooperativa Esperanto porta avanti un progetto di agricoltura sociale che favorisce l’inserimento lavorativo di vittime del caporalato e altre persone in situazioni di difficoltà che qui hanno trovato il posto giusto per inventare il proprio avvenire.
Oggi vi raccontiamo la storia di Fabio, il contadino-artigiano, che realizza lampade di design attraverso zucche di varietà antiche che coltiva, dopo una lunga selezione delle semenze.
Mettere in connessione chi offre il proprio pezzo di terra di cui non vuole o non può occuparsene con chi un terreno non ce l’ha, ma vorrebbe trovarlo: è questo l’obiettivo di “Terre AbbanDonate”, la piattaforma realizzata dall’associazione biellese Let Eat Bi che raccoglie la mappatura degli appezzamenti incolti disponibili e coinvolge tutti quei coltivatori interessati ad “adottare” un terreno!
La società civile e il mondo dell’attivismo ambientale si scagliano contro la PAC, la Politica Agricola Comune, che con la nuova programmazione appena approvata dal Parlamento Europeo favorisce la grande industria condannando a morte i piccoli contadini e omettendo ogni forma di tutela del clima e dell’ambiente.
La periferia è l’anima viva della città e non un luogo di abbandono ed emarginazione, come spesso ci viene raccontato. Lo testimonia il Boschetto di via Petrella a Torino, che ha trasformato un angolo del quartiere in un progetto di agricoltura urbana dove bambini, famiglie, soggetti fragili e residenti si prendono cura degli orti che qui sorgono. E a breve il progetto crescerà, con la realizzazione di SPIGA, un forno comunitario che avvicina i residenti all’autoproduzione e all’artigianato. Vi raccontiamo in quest’articolo tutti i dettagli su questo bellissimo progetto creato dalla comunità per la comunità!
Con creatività e passione, le donne hanno costruito e guidano aziende agricole multifunzionali in grado di rispondere al bisogno della società di cibo genuino, prodotto con pratiche rispettose dell’ambiente, di servizi alla persona, di inclusione sociale e di attenzione alla tutela delle tradizioni e delle biodiversità locali. Queste aziende, più di altre, hanno saputo contrastare gli effetti negativi della crisi sviluppando azioni di resilienza. È quanto ha sottolineato il WWF in occasione dell’International Day of Rural Women.
Un robot che irrora le viti di luce ultravioletta sfruttando l’efficacia dei raggi Uv-C nel prevenire e contrastare le malattie della vite, ma anche di frutta e ortaggi in genere. Icaro X4 è la soluzione tecnologica che potrebbe fermare il ricorso alla chimica in agricoltura, in particolare in quelle zone del nostro Paese, come le colline del Prosecco in provincia di Treviso, dove i vigneti sono sorti ovunque e l’ambiente è sempre più inquinato.
Slow Food Travel è un’esperienza di viaggio alla scoperta delle origini, dei sapori e delle caratteristiche dei cibi e delle culture locali. In Piemonte è attivo il progetto Montagne Biellesi che coinvolge una rete sempre più ampia di produttori e artigiani del cibo, per valorizzare il turismo responsabile e creare un sistema di realtà che promuovano le eccellenze del territorio.
Le comunità alpine sono vive e portano avanti relazioni, tradizioni e saperi che valorizzano i territori e creano connessioni virtuose. Lo testimonia la grande partecipazione alla quinta edizione de Lo Pan ner – Il Pane Nero delle Alpi, evento in diretta streaming organizzato per celebrare l’arte del pane e l’agricoltura locale.
Una yurta sull’Appennino e tanta pazienza sono stati gli ingredienti di un ritorno consapevole alle origini e ad un mestiere antico, quello del pastore. Dopo aver vissuto in prima persona il terremoto del centro Italia ed il Covid-19, Marco Scolastici ha acquisito sempre più consapevolezza dell’importanza della natura, del suo lavoro all’aria aperta e delle piccole produzioni locali.
Recuperare le superfici agricole e prendersi cura del territorio per garantire una produzione locale e sperimentare colture sostenibili: l’associazione Fondiaria monregalese è un esempio virtuoso della provincia di Cuneo e, attiva in più di una sessantina di comuni, aiuta a garantire la creazione di nuove attività di lavoro e lo sviluppo del territorio. Abbiamo intervistato il suo presidente Vittorio Camilla, che ci ha raccontato l’importante impegno delle associazioni fondiarie nella valorizzazione del territorio.