Alla scoperta dell’agricoltura naturale, del “non fare” e di un nuovo rapporto con la terra attraverso le parole di Kutluhan Özdemir, che ha appena pubblicato il suo nuovo libro: “La lezione della rugiada”.
Permacultura, agricoltura naturale, sinergica, del non fare, sono solo alcuni dei termini e degli approcci che si stanno diffondendo in Italia e nel mondo. L'obiettivo? Un cibo sano, un mondo meno inquinato e un rapporto con la terra autentico e rigenerativo.
Alla scoperta dell’agricoltura naturale, del “non fare” e di un nuovo rapporto con la terra attraverso le parole di Kutluhan Özdemir, che ha appena pubblicato il suo nuovo libro: “La lezione della rugiada”.
Radizi è un progetto che conduce alla scoperta della Sardegna, dei suoi luoghi, della sua gente, attraverso il vino. Lontano dalle logiche di mercificazione turistica, per conoscere meglio il dialogo fra territorio e persone che lo abitano.
Dal convegno promosso da UNAAPI e BeeLab all’Università di Torino in occasione della Giornata mondiale delle api emerge una direzione chiara: serve una responsabilità condivisa per garantire la qualità degli habitat necessaria ad api allevate e impollinatori selvatici.
Una panoramica sull’agricoltura sociale che arriva dal convegno “Metropoli Urbane” organizzato da Fondazione Cariplo con alcuni addetti ai lavori.
Isola del Piano ha ospitato un convegno su invito per i trent’anni della rivista della Fondazione Girolomoni. Un momento di bilancio e visione per una filiera che si rinnova.
Il giardiniere fiorentino, che su Italia che Cambia cura la rubrica Punto di rugiada, è arrivato a Singapore: dal 4 al 12 luglio sfiderà gli altri sette migliori garden designer del pianeta per il nuovo Pinnacle Award.
La delibera regionale prevedeva che gli alberi potessero essere abbattuti per fare spazio a serre e impianti fotovoltaici privati.
Per la Giornata mondiale delle api, il 20 maggio, si terrà un convegno promosso da UNAAPI, UniTo, DISAFA e BeeLab sul ruolo degli impollinatori nella tutela della biodiversità, degli habitat naturali e delle colture agricole.
Stefano Passerotti racconta il progetto con cui partecipa al Singapore Garden Festival: un giardino che nasce dall’incontro tra elementi, direzioni, piante, materiali e sostenibilità. Un modo concreto per trasformare una visione in spazio vivo.
Nel terzo articolo della rubrica “Il punto di rugiada”, Stefano Passerotti racconta la rugiada come un modo per tornare a leggere la natura: un segnale che parla di umidità, suolo, piante e attenzione.
C’è una cosa da fare quando si progetta un giardino, anzi, ancora prima di iniziare: comprendere il luogo. Caratteristiche del terreno, piante, insolazione, vento – ma anche la storia del posto – sono elementi fondamentali, come sostiene il giardiniere Stefano Passerotti.
In questo primo articolo della rubrica “Il punto di rugiada” da lui curata, il giardiniere Stefano Passerotti riflette sul significato del suo lavoro, fra rapporto con la natura e i ritmi imposti dalla modernità.
In India quasi 2 milioni di contadini hanno abbandonato pesticidi e fertilizzanti; in Colombia le elezioni mettono a rischio le Zone di Riserva Contadina; la BBC annuncia il taglio di 550 posti di lavoro.
Il Parlamento Ue approva il regolamento sui nuovi OGM, e quello sui rimpatri; Trump conferma i termini dell’accordo con l’Iran; elezioni in Perù ribaltate.
Un reportage del Post sulle iniziative che in Calabria contrastano il caporalato, il conflitto dimenticato nel Sahara Occidentale e le inaspettate connessioni tra il farmaco Ozempic e l’industria casearia.
Dalla strage di Amendolara al sistema del caporalato e alle sue radici strutturali nella filiera agroalimentare; la nuova flessibilità di bilancio europea per la transizione energetica; e un contributo dall’UNHCR sulla crisi in Sudan.