Una donna di 43 anni è stata condannata a morte senza accuse fondate in Iran. Altre due sentenze senza che alcuna prova concreta sia stata pubblicata sono state emesse ai danni di sue connazionali.
Una donna di 43 anni è stata condannata a morte senza accuse fondate in Iran. Altre due sentenze senza che alcuna prova concreta sia stata pubblicata sono state emesse ai danni di sue connazionali.
Nuove esecuzioni hanno colpito giovani attivisti in Iran. Il regime vuole spaventare i movimenti di protesta, ma le reazioni non sono solo di paura. L’approfondimento del nostro corrispondente iraniano.
In Iran sta tornando gradualmente l’accesso a internet e il clamore delle piazze si sta placando. Eppure questo non ha portato a una riduzione della repressione, che prosegue in maniera meno eclatante ma, se possibile, ancora più preoccupante per la popolazione.
Il giornalista freelance Erfan Efatinasab ha raccolto alcune interviste presso suoi connazionali in Iran. Il tema? Il blocco di internet imposto dal regime e le conseguenze che questa drastica misura sta comportando.
Cittadinanza e comitati protestano contro la militarizzazione del porto di Ravenna. L’Avvocatura di Stato nega l’accesso ai dati del traffico di armi dichiarando che l’Italia fa parte di “una terza guerra mondiale ibrida e a pezzi”, ma una sentenza del Consiglio di Stato la smentisce.
Secondo un’indagine di una piattaforma specializzata, il business della guerra sta alimentando il mercato della domanda e dell’offerta di lavoro, soprattutto in Italia.
Un nuovo report delle Nazioni Unite appena pubblicato analizza la strategia di Israele di prendere sistematicamente e deliberatamente di mira i bambini e conferma l’accusa di genocidio.
Leonardo SPA – colosso italiano coinvolto nella produzione e vendita di armi – ha denunciato quattro persone che hanno disegnato su una ciminiera in disuso un messaggio contro la guerra.
In un’epoca di forti cambiamenti climatici, il controllo delle risorse idriche è un aspetto strategico. Sofia Farina di Source International analizza alcune delle guerre per l’acqua, spesso mascherate da contese politiche o religiose.
Abbiamo intervistato Saif Alden, che dall’Italia coordina a distanza il lavoro della sua squadra sul campo, per farci raccontare la nascita del progetto Safe Holy Land e il legame speciale che unisce i gazawi ai loro animali.
Una prima campagna indipendente di monitoraggio dei suoli avviata nel Sud del Libano mostra un aumento significativo di piombo, antimonio, rame e zinco: metalli pesanti associati ad armi, munizioni ed esplosioni.
Il documentario del giornalista Erfan Efatinasab racconta la vita di giovani iraniani in Italia, sospesi tra la preoccupazione per le famiglie rimaste in Iran per via del blocco ad internet, l’impossibilità di comunicare liberamente e il tentativo di ricostruire una quotidianità lontano da casa.
Israele vota per il rinnovo della Knesset tra Netanyahu e lo sfidante Gadi Eisenkot; a Pechino si apre il quinto plenum del Partito comunista cinese; Youssef Siher, ritenuto la mente del Movimento 17 ottobre, davanti al gip per la convalida del fermo.
Il Medio Oriente che non vediamo: dall’Iraq dimenticato a Gaza, con Laura Silvia Battaglia ripercorriamo cosa manca nel racconto mediatico di quelle società.
Un’analisi mette a confronto i costi economici ed ecologici di riarmo e transizione energetica; una legge di iniziativa popolare propone la difesa civile non armata; in Albania proseguono le proteste contro un progetto turistico sostenuto da Jared Kushner.
Come la Sardegna finanza il genocidio in Palestina; proteste al CAS; fine del progetto di Cala Finanza.